I colori del caneI colori del cane

Alcuni allievi

Per avere un’idea più chiara dei risultati che si possono ottenere, ecco alcuni esempi di lavori fatti con cani e proprietari.
Ogni percorso è cucito su misura, perché ogni cane è diverso da un altro.

Zora è una Golden Retriever che ho seguito fin dal suo primo giorno a casa a 2 mesi. Abbiamo lavorato da subito sulla costruzione di una corretta relazione col cane, sulla comunicazione (i suoi comportamenti cosa vogliono dire? come farci capire da lui?), sulla socializzazione del cane per aiutarla ad essere equilibrata con altri cani, altri animali, persone tra cui bambini (cosa assolutamente non scontata). E poi ancora: insegnamento a fare pipì nei luoghi corretti (il cane non impara da solo e non va sgridato!), ad avere un suo luogo di riposo, a venire al
richiamo, la gestione di guinzaglio e passeggiate, l’introduzione del trasportino per i viaggi in auto, e tanto altro. Oggi Zora ha un anno, va ovunque con i suoi proprietari (in vacanza, al ristorante..) e si sta preparando (sempre con il suo proprietario) per diventare un Cane da ricerca e soccorso.

Maya è una meticcia arrivata dal sud. Quando ci siamo conosciute aveva 6 mesi e la necessità principale della sua proprietaria era quella di insegnarle a non uscire dal cancello quando rientrava con l’auto, abitando in una strada principale. Il lavoro che abbiamo impostato per il cancello, durato in totale circa 3 mesi con continuità e costanza, ci ha permesso non solo di arrivare al risultato richiesto, ma anche di avere un cane più “connesso” alla sua proprietaria; la relazione tra loro è migliorata tanto. L’anno successivo abbiamo lavorato poi sulla sua diffidenza/paura nei confronti delle persone, alle quali abbaiava sia fuori che in casa, ed anche su questo, col dovuto tempo e lavoro, è migliorata moltissimo.

Musa, Bracco tedesco di 4 anni, ha purtroppo vissuto in serraglio fin da quando era cucciola. Gli effetti di questa privazione li hanno toccati con mano i suoi proprietari, che si sono trovati con un cane estremamente pauroso (per meglio dire fobico), sia nei confronti delle persone che dell’ambiente in generale (rumori, altri animali, contesto urbano..). La loro speranza era di riuscire ad avere un cane
che vivesse meglio, non tanto per loro, ma per il cane stesso. Con questi ottimi presupposti abbiamo iniziato e terminato il nostro percorso. Un lavoro lento e graduale, fatto di delicati step, dove in pochi mesi abbiamo fatto passi da gigante. Corretta comunicazione nei confronti del cane (come approcciarsi ad un cane con quel problema, cosa significa un determinato suo comportamento?), consapevolezza dei suoi limiti, lavorare nei giusti contesti, facendo piccoli esercizi per aumentare autostima e sicurezza in sé stessa. Ora è un cane che scodinzola all’arrivo dei proprietari, in passeggiata non è più così terrorizzata se si avvicina un estraneo, anzi, si ferma ad annusare.

Quando ho conosciuto Betty aveva 6 mesi ed era molto molto timida e paurosa, a causa della sua prima infanzia al sud, in contesto povero di stimoli e senza la mamma. In casa era diffidente con le persone, fuori casa era impossibile portarla a passeggio, se non in contesto di silenziosissima campagna. Con i suoi proprietari abbiamo impostato da subito un percorso per lavorare sulla relazione corretta tra lei e loro, in modo che cominciasse a sentirsi più sicura in loro presenza. Allo stesso tempo, sono stati fatti esercizi quotidiani per aumentare la sua autostima e la sua sicurezza. Una volta fatto questo primo fondamentale lavoro, ci siamo spostati all’esterno, partendo da ambienti tranquilli come la campagna, avvicinandoci progressivamente ad ambienti via via più affollati e caotici. Oggi Betty passeggia serena a fianco della strada principale del paese (con rumori di camion, trattori ecc.. a pochi metri), è migliorata con le biciclette, che le creavano altrettanta paura. E’ più sicura di sé anche con le persone.
Un grande cambiamento in cui è stata fondamentale la tempistica: lavorare cioè quando il cane era ancora cucciolo.

Sam è un Cane corso davvero speciale. La sua storia passa da una rinuncia di proprietà, in cui comunque viveva in un box in giardino, al rifugio.
E’ poi stato adottato da persone meravigliose che però non riuscivano a far capire al cane che non sarebbe stato abbandonato di nuovo. Abbiamo quindi lavorato su quello, problema che crea al cane tanto disagio e sofferenza. Quest’anno invece, la bella notizia è stata l’arrivo di una bimba. I suoi proprietari si sono ancora una volta preoccupati per Sam, chiamandomi per poter lavorare assieme in modo da preparare il cane PRIMA della nascita della piccola. Ci sono infatti tante accortezze da mettere in atto, sia prima, che una volta a casa con il neonato. Per la
serenità e la sicurezza di tutti: cane, bambini e genitori. Prendere sottogamba la questione, può portare a problemi di gelosia ed ansia nel cane; ricordiamoci che il suo mondo viene stravolto completamente così come quello dei genitori, e deve essere accompagnato in questo cambiamento.

Max, simpaticissimo Bovaro del Bernese, era un cucciolo quando sono stata contattata dai suoi proprietari. Non avevano mai avuto cani prima e saggiamente hanno pensato di chiedere aiuto per la sua educazione. Saltava addosso con insistenza “tormentando” soprattutto gli ospiti. E’ stato un lavoro impegnativo perchè il suo carattere si è dimostrato da subito molto particolare, per cui abbiamo dovuto “escogitare” piani alternativi ed articolati rispetto ai classici utilizzati nell’educazione di un cucciolo. Ora è un adulto in grado di controllarsi quando arrivano amici a casa.

Con la proprietaria del dolce Jonky abbiamo lavorato PRIMA dell’arrivo del cucciolo a casa. E’ importante infatti sapere cosa aspettarsi, come prepararsi sia per quanto riguarda l’attrezzatura da avere e gli approcci da mettere in pratica SUBITO, fin dall’arrivo. Quando a 3 mesi è stato portato a casa, abbiamo lavorato poi prima di tutto sull’instaurare una corretta relazione tra cane e persone, parte principale di qualsiasi lavoro. Poi insegnamento a fare la pipì fuori, il richiamo (vieni), saper stare da solo qualche ora, i giochi corretti da fare assieme e l’abitudine al trasportino (utilissimo per gli spostamenti in auto). Al contempo, arricchimento ambientale per rafforzare l’autostima del cucciolo ed allenare la
sua mente, cosa che permette poi al cucciolo di affrontare le difficoltà della vita con maggiore sicurezza.

Il proprietario di questo Schnauzer Nano voleva imparare a comprendere il suo cucciolo e a comunicare quindi correttamente con lui. Gli è stato quindi spiegato il linguaggio del cane, il suo significato e come farci capire dal cane a nostra volta. Al contempo, abbiamo insegnato il richiamo (“vieni”) e come rendere la spazzolatura un momento sereno e non di “tortura”. Il cucciolo, infatti, tendeva a mordere durante questo momento, impedendone la riuscita. Abbiamo poi lavorato in passeggiata, per la gestione del cane durante l’uscita, al guinzaglio e nell’area sgambamento.

Quando ho incontrato per la prima volta Flex aveva 9 mesi. Abbiamo lavorato assieme sulla comprensione del cane e della sua razza, sul tirare al guinzaglio, ma anche su calma e autocontrollo del cane attraverso esercizi e giochi di fiuto. Successivamente, quando ha iniziato a trovare il giusto equilibrio, abbiamo lavorato sull’insegnamento a non uscire dal cancello di casa. Ad oggi è migliorato tanto, non esce dal cancello e la sua proprietaria, che quando mi chiamò era in profonda crisi per la sua gestione, è molto più serena e contenta di lui.

Questi due dolcissimi Setter, sono stati adottati assieme in quanto molto legati fra loro. Con i proprietari abbiamo fatto il primo viaggio fino a casa, lavorando poi settimanalmente per instaurare un legame sempre più forte con i proprietari stessi e con l’ambiente. Essendo molto timidi e timorosi (uno soprattutto, più giovane e privo di qualsiasi esperienza), è stato anche impostato un lavoro fatto di arricchimento ambientale ed esperienze sempre positive per aumentare la loro autostima e fiducia in se stessi.

Con questa bellissima Amstaff, che ho conosciuto all’età di 5 mesi, abbiamo lavorato sull’irruenza (saltava addosso) e successivamente sul “non uscire dal cancello”. Con un proprietario davvero preciso e costante: obiettivi raggiunti. “Si vede che è stata a scuola!” mi ha scritto tempo fa.

Victor ed Eva, 5 anni, convivono assieme solo da qualche mese.
Dopo una fondamentale analisi della situazione da parte delle Volontarie che gestivano l’affido di Eva e che hanno deciso per il sì, con i
proprietari abbiamo poi lavorato sul suo inserimento, in modo da renderlo il più sereno possibile per lei, seguendo al contempo Victor, SUPPORTANDO anche lui nella nuova routine che si doveva creare.
Ora che l’equilibrio tra i due è assodato, abbiamo potuto concentrarci anche su altro, che all’inizio non si poteva nè doveva fare.
Richiamo di Eva in contesti più difficili, corrette passeggiate per entrambi, gestione di circostanze differenti dal solito. Il tutto mai addestrando,
ma sempre e solo lavorando per migliorare la qualità della vita di cani e persone.

Quando ho conosciuto il bellissimo Edison, la sua proprietaria mi ha parlato di un cane che non le permetteva di avere gente a casa.
L’agitazione manifestata nel saltare addosso e l’abbaio continuo impedivano anche solo una conversazione in maniera serena. La sua “mamma” umana era perciò molto provata dalla situazione, e si era creato così un contesto di controllo ed ansia reciproca. Abbiamo, con tanto tatto e rispetto per entrambi, ripristinato l’equilibrio e la corretta COMUNICAZIONE tra i due, utilizzando il linguaggio del cane e lavorando sull’autocontrollo e la calma della proprietaria stessa. E’ molto importante in casi come questi, cambiare sì le abitudini di cane e persone, ma nel
modo più rispettoso, delicato e meno invasivo possibile. Con un po’ di pazienza e costanza, siamo arrivati a parlare sedute al tavolo con il cane sereno a terra. Successivamente, abbiamo lavorato su zone “franche” in casa sempre in funzione della calma del cane, e su giochi adatti.

Per Ettore, che quando ci siamo conosciuti aveva 4 mesi, insegnamento a non mordicchiare forte le mani e la tavola quando si mangiava. Una volta comprese le sue motivazioni, il lavoro si è espanso a giochi corretti (calmanti) da fare con le proprietarie, indicazioni base importantissime come il “vieni”. Al contempo, per le proprietarie stesse: il corretto uso dei premi e in quali circostanze, insegnamento del linguaggio canino, come porsi col cane creando una relazione solida. Gestione di pettorina e guinzaglio.
Una volta cresciuto, invece, abbiamo iniziato a lavorare per insegnargli a non uscire dal cancello.